La Metafisica è l’altro grande contributo all'arte europea che proviene dall'Italia, nel periodo delle avanguardie storiche.
In quegli anni si stava affermando il Futurismo, e la Pittura Metafisica rappresenta l'esatto contrario: nel Futurismo è tutto dinamismo e velocità; nella Metafisica predomina l'immobilità più assoluta.
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Giorgio De Chirico, Le muse inquietanti, 1960 |
Per la sua grande figuratività, lontana dalle innovazioni del linguaggio pittorico di cubismo ecc., la Metafisica è da alcuni teorici esclusa dal contesto vero e proprio delle avanguardie.
Essa, tuttavia, ha fornito importanti elementi per la nascita di quella che è considerata l’ultima tra le avanguardie: il Surrealismo.
L'arte figurativa, a differenza dell'arte astratta, riguarda la rappresentazione di immagini riconoscibili del mondo intorno a noi, a volte fedeli e accurate, a volte altamente distorte (cubismo).
L'ideatore della Metafisica è stato Giorgio De Chirico, artista che manifesta la sua avversione per tutte le avanguardie e disprezza in particolar modo il Futurismo. Egli propone il ritorno a una rappresentazione che recuperi, in chiave moderna, la tradizione classica.
Differenze tra Futurismo e Metafisica
Futurismo | Metafisica |
È tutto dinamismo e velocità. | Predomina la stasi più immobile. Non solo non c’è la velocità, ma tutto sembra congelarsi in un istante senza tempo, dove le cose e gli spazi si pietrificano per sempre. |
Vuol rendere l’arte un grido alto e possente. In alcune opere si creano assembramenti in strade e piazze. | Predomina invece la dimensione del silenzio più assoluto. |
Vuole totalmente rinnovare il linguaggio pittorico. | Si affida invece agli strumenti più tradizionali della pittura: soprattutto la prospettiva. |
Le scene urbane desolate e silenziose di De Chirico sono l'opposto di quelle Futuriste, dove invece "la vita pervade la tela".
Boccioni del suo dipinto "La strada entra nella casa" diceva: «La sensazione dominante è quella che si può avere aprendo una finestra: tutta la vita, i rumori della strada, irrompono contemporaneamente come il movimento e la realtà degli oggetti fuori. Il pittore non si deve limitare a ciò che vede nel riquadro della finestra, come farebbe un semplice fotografo, ma riproduce ciò che può vedere fuori, in ogni direzione, dal balcone.»
Le opere di De Chirico
Già dal 1910, le figure che dipinge De Chirico sono definite accuratamente, rese nella loro volumetria dal chiaroscuro, che ritorna nel mondo della pittura. I colori sono armoniosi e ricchi di sfumature. L'immagine che produce, anche se raffigura elementi che conosciamo assume però una connotazione non realistica.
Infatti egli crea scenari architettonici costruiti non con una prospettiva rinascimentale, precisa e corretta, ma con una nuova prospettiva assurda, in cui ogni edificio ha un proprio punto di fuga, diverso dagli altri.
Le ombre, molto allungate, e i colori usati rappresentano paesaggi disegnati al tramonto.
Gli aspetti principali di queste piazze sono il silenzio e l'immobilità, che pervadono la tela: non ci sono fonti di rumore, persone o macchine come avveniva nel futurismo, ma oggetti collocati nella scena senza alcun nesso logico tra di loro.
L'immagine che come detto è composta da oggetti che tutti conosciamo, assume però un senso di enigmaticità, rappresentando un mondo inesistente, misterioso e inquietante.
De Chirico definisce la sua arte "metafisica" per indicare che va oltre (in greco metà) l'aspetto fisico della natura.
Esercizio 1. Osserva il dipinto "Le muse inquietanti" a pag. 138 leggi le informazioni e rispondi: che elementi compongono la scena? Che colori utilizza? In che momento della giornata ci troviamo? Quali oggetti colloca De Chirico al centro della scena? Che sentimenti provi osservando questa opera? Quali sono le caratteristiche che rendono improbabile questo dipinto? Perché questa arte si chiama Metafisica?
Oltre l'apparenza dei fenomeni
A differenza delle altre avanguardie, che esaurirono la loro carica con lo scoppio della Grande Guerra, la Metafisica divenne un vero e proprio movimento nel 1917, a cui aderiscono anche pittori del futurismo come Carlo Carrà e altri artisti come Giorgio Morandi e Filippo De Pisis.
I caratteri di questa pittura sono divulgati, tra il 1918 e il 1922 (anno in cui termina il movimento), dalla rivista "Valori plastici", il cui il nome, legato a concetti pittorici figurativi, ci fa già capire la differenza con Cubismo o Astrattismo, come se gli artisti volessero ricucire lo strappo creato dalle avanguardie più radicali.
Gli altri pittori, però, non creano spazi inquietanti come quelli di De Chirico: infatti Morandi e Carrà realizzano paesaggi inanimati e nature morte, i cui colori, trasmettono sensazioni di tranquillità e attesa, con una sottile vena malinconica.
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Giorgio Morandi Natura morta, 1920 Olio su tela, cm 60,5 x 66,5 Milano, Pinacoteca di Brera |
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Carlo Carrà, Pino sul mare, 1921 |
Influenze per correnti artistiche successive
La Metafisica, che aveva un forte interesse per il misterioso e il magico, sarà poi condiviso anche dagli artisti del Surrealismo.
Il recupero della pittura del Trecento e Rinascimentale, la Metafisica rappresenterà un buon trampolino di lancio per quella tendenza artistica europea definita con l'espressione "ritorno all'ordine" o "richiamo all'ordine".
Esercizio 2. Studia con attenzione le informazioni riportate sulla Metafisica e rispondi a queste domande:
2.1 Quali sono le differenze tra Futurismo e Metafisica?
2.2 Quali sensazioni e stati d'animo suscitano i dipinti di De Chirico rispetto a quelli di Carrà e Morandi?
2.3 Rispetto alle altre avanguardie, secondo te la Metafisica è una corrente naturalista e figurativa o antinaturalista e astratto? Prendi un dipinto cubista o espressionista o astratto confrontalo con uno di De Chirico e scrivi quali elementi ti fanno ritenere più figurativo il dipinto metafisico.
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