... dove eravamo
Nella storia dell'arte la raffigurazione pittorica è stata sempre considerata di tipo naturalistico: le pitture dovevano riprodurre fedelmente la realtà, cercando di rispettare gli stessi meccanismi della visione ottica umana.
Per il totale abbandono di una pittura naturalista, era necessario smontare l’ultimo pilastro della pittura accademica: la prospettiva. Ed è quanto fece il pittore spagnolo Pablo Picasso, nel suo periodo di attività che viene definito «cubista».
Tale movimento sorse a Parigi nel 1907 e ne fece parte, insieme a Picasso, il pittore francese Georges Braque.
I due pittori erano soliti lavorare insieme tant'è che è difficile distinguere le opere dell'uno da quelle dell'altro.
Come rappresentava la realtà il cubismo?
Innanzitutto il cubismo parte dai lavori di Paul Cezanne, il quale riteneva che la pittura fosse un'operazione che si compie mentalmente semplificando gli oggetti in forme geometriche.
Il cubismo dava molto importanza alla rappresentazione mentale della realtà che parte dalle proprie conoscenze che vengono via via prese "dall'archivio" di immagini e informazioni immagazzinate nel nostro cervello.
In pratica quando dobbiamo disegnare un'auto, inconsciamente, facciamo ricorso a tutte le esperienze avute in precedenza. Queste esperienze sono multi-sensoriali (vista, udito, olfatto, tatto e gusto) e non legate esclusivamente al mondo della visione.
Altro aspetto importante è la visione simultanea: sulla tela gli artisti cubisti rappresentavano la nostra bottiglia ripresa da tanti punti di vista, tutti insieme, in maniera simultanea.
Nella prospettiva tradizionale, la scelta di un unico punto di vista, imponeva al pittore di guardare solo ad alcune facce della realtà. Nei quadri cubisti, l’oggetto viene rappresentato da una molteplicità di punti di vista, così da ottenere una rappresentazione «totale» dell’oggetto.
Tuttavia, questa sua particolare tecnica portava ad ottenere immagini molto difficili da comprendere, in quanto risultavano del tutto diverse da come la nostra esperienza è abituata a vedere le cose.
L’immagine naturalistica ha un limite ben preciso: può rappresentare solo un istante della percezione. Avviene da un solo punto di vista, e coglie solo un momento.
Quando il cubismo rompe la convenzione sull'unicità del punto di vista, di fatto introduce, nella rappresentazione pittorica, un nuovo elemento: il tempo.
L’introduzione di questa nuova variabile, il tempo, è un dato che non riguarda solo la costruzione del quadro, ma anche la sua lettura. Un quadro cubista, così come tantissimi quadri di altri movimenti del Novecento, non può essere letto e compreso con uno sguardo istantaneo. Deve, invece, essere percepito con un tempo preciso di lettura. Il tempo, cioè, di analizzarne le singole parti, e ricostruirle mentalmente, per giungere con gradualità dalla immagine al suo significato.
Stesso procedimento avveniva nella rappresentazione dello spazio, che quindi è raffigurato come una serie di piani sovrapposti.
Allo scoppio della I guerra mondiale i due si separarono poiché Braque partecipò al conflitto. L'esperienza cubista durò circa sette anni.
Cubismo analitico e sintetico
Il cubismo viene solitamente diviso in due fasi principali: una prima, definita «cubismo analitico» ed una seconda, definita «cubismo sintetico».
Il cubismo analitico è caratterizzato da un procedimento di numerose scomposizioni e ricomposizioni, che danno ai quadri di questo periodo la loro inconfondibile trama di piani che si incrociano.
Superata la prima fase, Picasso e Braque approdano al cubismo sintetico, dove si slegano dalla riproposizione della realtà e creano degli oggetti artistici veri e propri.
In questa fase, compaiono nei quadri cubisti dei caratteri tipografici e delle scritte, e infine anche i «papier collés»: ossia frammenti, incollati sulla tela, di giornali, carte da parati, carte da gioco e frammenti di legno.
Nell'opera "Natura morta con sedia impagliata", la finta paglia riprodotta sulla tela cerata sta a rappresentare una sedia vera: il soggetto (paglia) è falso, ma il materiale (tela cerata) è vero ed entrambi sono falsi quando rappresentano la sedia.
Vi sono inoltre un limone tagliato a metà (a), un’ostrica (b), un bicchiere scomposto analiticamente (c), un giornale (d), una pipa (e) e un ritaglio di tela cerata (f).
Il cubismo sintetico, più di ogni altro movimento pittorico, rivoluziona il concetto stesso di quadro, portandolo ad essere esso stesso «realtà» e non «rappresentazione della realtà».
Nella storia dell'arte la raffigurazione pittorica è stata sempre considerata di tipo naturalistico: le pitture dovevano riprodurre fedelmente la realtà, cercando di rispettare gli stessi meccanismi della visione ottica umana.
Questo obiettivo era stato raggiunto con il Rinascimento italiano, che aveva fornito gli strumenti tecnici per ottenere immagini naturalistiche attraverso il chiaroscuro per i volumi, la prospettiva per lo spazio.
Con la nascita della fotografia gli artisti hanno spostato la ricerca pittorica verso nuovi territori.
Già a partire dall'impressionismo è stato abolito il chiaroscuro, risolvendo l’immagine in soli termini coloristici.
Le ricerche condotte dal post-impressionismo avevano smontato un altro pilastro della pittura accademica: la fedeltà dei colori.
Il colore, soprattutto con Gauguin, ha un significato autonomo, che va al di là della imitazione della natura.
Ciò consentiva, ad esempio, di rappresentare dei cavalli di colore blu o il Cristo di colore giallo, se ciò era più vicino alla sensibilità del pittore e ai suoi obiettivi di comunicazione, anche se nella realtà i cavalli o gli uomini non hanno quella colorazione. Questo principio divenne, poi, uno dei fondamenti dell’espressionismo.
Per il totale abbandono di una pittura naturalista, era necessario smontare l’ultimo pilastro della pittura accademica: la prospettiva. Ed è quanto fece il pittore spagnolo Pablo Picasso, nel suo periodo di attività che viene definito «cubista».
Tale movimento sorse a Parigi nel 1907 e ne fece parte, insieme a Picasso, il pittore francese Georges Braque.
I due pittori erano soliti lavorare insieme tant'è che è difficile distinguere le opere dell'uno da quelle dell'altro.
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Pablo Picasso, Las demoiselles d'Avignon, 1907. |
Come rappresentava la realtà il cubismo?
Innanzitutto il cubismo parte dai lavori di Paul Cezanne, il quale riteneva che la pittura fosse un'operazione che si compie mentalmente semplificando gli oggetti in forme geometriche.
Il cubismo dava molto importanza alla rappresentazione mentale della realtà che parte dalle proprie conoscenze che vengono via via prese "dall'archivio" di immagini e informazioni immagazzinate nel nostro cervello.
In pratica quando dobbiamo disegnare un'auto, inconsciamente, facciamo ricorso a tutte le esperienze avute in precedenza. Queste esperienze sono multi-sensoriali (vista, udito, olfatto, tatto e gusto) e non legate esclusivamente al mondo della visione.
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Automobile ripresa da un unico punto di vista |
Altro aspetto importante è la visione simultanea: sulla tela gli artisti cubisti rappresentavano la nostra bottiglia ripresa da tanti punti di vista, tutti insieme, in maniera simultanea.
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Lo sviluppo piano di cubo permette di vedere simultaneamente tutte le facce del cubo, mentre in alto a destra abbiamo un cubo visto da un unico punto di vista |
Nella prospettiva tradizionale, la scelta di un unico punto di vista, imponeva al pittore di guardare solo ad alcune facce della realtà. Nei quadri cubisti, l’oggetto viene rappresentato da una molteplicità di punti di vista, così da ottenere una rappresentazione «totale» dell’oggetto.
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Un esempio di visione simultanea: file per video games con riportate tutte le facce dell'auto che il motore 3D del pc applica sul modello digitale. |
Tuttavia, questa sua particolare tecnica portava ad ottenere immagini molto difficili da comprendere, in quanto risultavano del tutto diverse da come la nostra esperienza è abituata a vedere le cose.
L’immagine naturalistica ha un limite ben preciso: può rappresentare solo un istante della percezione. Avviene da un solo punto di vista, e coglie solo un momento.
Quando il cubismo rompe la convenzione sull'unicità del punto di vista, di fatto introduce, nella rappresentazione pittorica, un nuovo elemento: il tempo.
L’introduzione di questa nuova variabile, il tempo, è un dato che non riguarda solo la costruzione del quadro, ma anche la sua lettura. Un quadro cubista, così come tantissimi quadri di altri movimenti del Novecento, non può essere letto e compreso con uno sguardo istantaneo. Deve, invece, essere percepito con un tempo preciso di lettura. Il tempo, cioè, di analizzarne le singole parti, e ricostruirle mentalmente, per giungere con gradualità dalla immagine al suo significato.
Stesso procedimento avveniva nella rappresentazione dello spazio, che quindi è raffigurato come una serie di piani sovrapposti.
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Georges Braque, Casa a L'Estaque, 1908. |
Cubismo analitico e sintetico
Il cubismo viene solitamente diviso in due fasi principali: una prima, definita «cubismo analitico» ed una seconda, definita «cubismo sintetico».
Il cubismo analitico è caratterizzato da un procedimento di numerose scomposizioni e ricomposizioni, che danno ai quadri di questo periodo la loro inconfondibile trama di piani che si incrociano.
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Pablo Picasso, Pane e fruttiera su un tavolo, 1909 |
Superata la prima fase, Picasso e Braque approdano al cubismo sintetico, dove si slegano dalla riproposizione della realtà e creano degli oggetti artistici veri e propri.
In questa fase, compaiono nei quadri cubisti dei caratteri tipografici e delle scritte, e infine anche i «papier collés»: ossia frammenti, incollati sulla tela, di giornali, carte da parati, carte da gioco e frammenti di legno.
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Pablo Picasso, Natura morta con sedia impagliata, 1912 |
Nell'opera "Natura morta con sedia impagliata", la finta paglia riprodotta sulla tela cerata sta a rappresentare una sedia vera: il soggetto (paglia) è falso, ma il materiale (tela cerata) è vero ed entrambi sono falsi quando rappresentano la sedia.
Vi sono inoltre un limone tagliato a metà (a), un’ostrica (b), un bicchiere scomposto analiticamente (c), un giornale (d), una pipa (e) e un ritaglio di tela cerata (f).
Il cubismo sintetico, più di ogni altro movimento pittorico, rivoluziona il concetto stesso di quadro, portandolo ad essere esso stesso «realtà» e non «rappresentazione della realtà».
COMPITI PER CASA
Leggere con attenzione TUTTE le informazioni sopra riportate e rispondere ai seguenti quesiti.
Leggere con attenzione TUTTE le informazioni sopra riportate e rispondere ai seguenti quesiti.
1. Abbiamo parlato di rappresentazione naturalista. Come la descriveresti? Quando viene superata?
2. Come rappresentava la realtà il cubismo? E come cambia la prospettiva del rinascimento?
3. Il tempo nei dipinti cubisti: cosa significa?
2. Come rappresentava la realtà il cubismo? E come cambia la prospettiva del rinascimento?
3. Il tempo nei dipinti cubisti: cosa significa?
4. Cubismo analitico e sintetico: cosa sono?
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