Il trullo
Il trullo è un tipo di costruzione conica in pietra a secco tradizionale della Puglia centro-meridionale. I trulli venivano generalmente edificati come ricoveri temporanei nelle campagne o abitazioni permanenti per gli agricoltori.
I trulli fino al 1870 non sono stati oggetto di ricerca e di studio: solo a partire dalla seconda metà dell'Ottocento iniziarono i primi studi e vennero formulate le prime teorie riguardanti la loro origine ed edificazione.
È comunque possibile riconoscere nella forma trullo lo schema classico della tomba micenea a thòlos del Tesoro di Atreo, databile tra 1500 e 1250 a.C. Tale tipo costruttivo è, in forma più o meno primitiva, riscontrabile in varie parti del mondo e in particolare nei Paesi europei e nell'area del Mediterraneo. Per quanto non si possa escludere un'origine autoctona, la maggior parte degli studiosi concorda che l'architettura del trullo sia giunta dal Vicino Oriente.
I primitivi trulli pugliesi vennero edificati da contadini e pastori con le pietre raccolte sul posto, nei poderi stessi.
Tutto ciò che veniva impiegato era originario del luogo, finanche all’imbiancatura delle pareti con latte di calce ottenuto dalla cottura della pietra.
Costituiti di un solo vano, erano utilizzati come ricovero temporaneo o come deposito per gli attrezzi agricoli. Nel corso del tempo la forma subì una lenta evoluzione, arrivando ad abitazioni di più ambienti, costituite da un vano principale, più altri vani minori perimetrali come alcove.
Un edificio ecosostenibile
Il trullo, che era costruito con materiale a km 0, in quanto i contadini utilizzavano le pietre che trovavano nel proprio fondo agricolo, può essere definito ecosostenibile in quanto ha un ottimo isolamento termico, aveva un sistema di raccolta delle acque piovane e aveva un sistema di ventilazione interna.L’architettura sostenibile è quell'architettura il cui obiettivo è la minimizzazione degli impatti ambientali negativi dell’edilizia.
Per raggiungere lo scopo di ridurre tale impatto, l’architettura sostenibile – chiamata anche bioarchitettura o architettura bioecologica – si propone:
- l'utilizzo di materiali naturali e locali,
- la riduzione dei consumi energetici per il riscaldamento e per l'illuminazione;
- la riduzione del consumo di acqua potabile e il riutilizzo di quella piovana;
- l'approvvigionamento da fonti energetiche rinnovabili come pannelli fotovoltaici;
- aumentare il benessere degli abitanti;
- schermare l'edificio dai rumori esterni;
- piantumazione di alberi tipici della zona, che d'estate creano ombra e d'inverno, perdendo le foglie, riscaldano l'abitazione.
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